Domande Frequenti sulla Pizza
In questa sezione abbiamo raccolto le domande più frequenti sulla pizza, dalle curiosità storiche alle tecniche di preparazione, dagli ingredienti alle varianti regionali.
Scopri tutto ciò che hai sempre voluto sapere sulla pizza italiana!
Domande sulla Storia e le Origini
Q: Qual è l'origine della pizza?
A: La pizza ha origini antichissime che risalgono alle civiltà mediterranee.
Gli antichi Egizi, Greci e Romani preparavano già focacce piatte condite con erbe e spezie.
Tuttavia, la pizza come la conosciamo oggi, con pomodoro e mozzarella, è nata a Napoli nel XVIII secolo, dopo l'introduzione del pomodoro dalle Americhe in Europa.
Q: È vero che la pizza Margherita prende il nome dalla regina d'Italia?
A: Secondo la tradizione, sì.
Nel 1889, il pizzaiolo Raffaele Esposito creò una pizza con pomodoro, mozzarella e basilico (i colori della bandiera italiana) in onore della visita a Napoli della Regina Margherita di Savoia.
La regina apprezzò molto questa variante, che fu quindi battezzata con il suo nome.
Esistono documenti storici che attestano la visita della regina e una lettera di ringraziamento al pizzaiolo, anche se alcuni storici hanno sollevato dubbi su alcuni dettagli del racconto.
Domande sugli Ingredienti
Q: Quali sono gli ingredienti base della vera pizza napoletana?
A: Secondo il disciplinare dell'Associazione Verace Pizza Napoletana, gli ingredienti base dell'impasto sono solo quattro: farina di grano tenero tipo "00", acqua, sale e lievito.
Per il condimento della Margherita si utilizzano pomodori pelati o pomodorini freschi, mozzarella di bufala campana DOP o fior di latte, basilico fresco e olio extravergine d'oliva.
Per la Marinara: pomodoro, aglio, origano e olio extravergine d'oliva.
Q: Che tipo di farina si deve usare per la pizza?
Q: Quanto deve lievitare l'impasto della pizza?
A: I tempi di lievitazione variano in base al tipo di pizza e alla quantità di lievito utilizzata.
Per una pizza napoletana tradizionale, la lievitazione dovrebbe durare almeno 8-12 ore a temperatura ambiente, ma molti pizzaioli professionisti preferiscono lievitazioni più lunghe, fino a 24-48-72 e oltre ore in frigorifero.
Queste lievitazioni lente migliorano la digeribilità e il sapore dell'impasto.
Con il lievito madre, i tempi possono estendersi ulteriormente.
Q: Perché si lancia l'impasto della pizza in aria?
A: Il lancio dell'impasto non è solo spettacolare, ma ha anche una funzione pratica: permette di stendere la pasta in modo uniforme sfruttando la forza centrifuga, senza schiacciarla eccessivamente e mantenendo l'aria all'interno.
Questa tecnica richiede molta pratica e fa parte dell'arte tradizionale del pizzaiolo napoletano, riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell'umanità.
Q: A che temperatura si cuoce la pizza?
A: La temperatura ideale dipende dal tipo di pizza.
La pizza napoletana tradizionale richiede temperature molto elevate, intorno ai 485°C, e si cuoce in soli 60-90 secondi in un forno a legna.
La pizza romana o in teglia si cuoce a temperature più basse (350-400°C) per tempi più lunghi.
Nei forni domestici, che raramente superano i 300°C, i tempi di cottura sono più lunghi e si possono usare pietra refrattaria o piastra in acciaio per migliorare il risultato.
Domande sulle Varianti Regionali

Q: Quali sono le principali differenze tra la pizza napoletana e quella romana?
A: Le differenze principali riguardano l'impasto e la cottura.
La pizza napoletana ha un bordo alto e gonfio (cornicione) e un centro sottile e morbido; viene cotta ad altissima temperatura (485°C) per 60-90 secondi.
La pizza romana è uniformemente sottile e croccante, quasi senza bordo; viene cotta a temperature più basse per un tempo più lungo.
Anche gli ingredienti possono variare: la napoletana usa spesso mozzarella di bufala, mentre la romana preferisce il fior di latte o altri formaggi.
Q: Cos'è la pizza al taglio?
A: La pizza al taglio è una variante tipicamente romana, preparata in teglie rettangolari e venduta a peso.
Ha una base più spessa della pizza romana tonda e viene condita con una grande varietà di ingredienti.
Il cliente sceglie la quantità desiderata e la pizza viene tagliata con le forbici e spesso ripiegata su se stessa per facilitarne il consumo come street food.
Oggi la pizza al taglio è diffusa in tutta Italia, con varianti regionali come la pizza alla pala o la focaccia genovese.
Q: La pizza hawaiana è italiana?
A: No, la pizza con prosciutto e ananas (hawaiana) non è una creazione italiana, ma è stata inventata in Canada nel 1962 dal ristoratore greco Sam Panopoulos.
In Italia questa combinazione è considerata non tradizionale e spesso viene accolta con scetticismo dai puristi.
Tuttavia, la pizza è un piatto in continua evoluzione e oggi anche in Italia alcuni pizzaioli sperimentano con ingredienti non convenzionali, inclusa la frutta.
Domande sulla Nutrizione e Dieta

Q: La pizza è un cibo salutare?
A: La pizza può essere parte di una dieta equilibrata, soprattutto se preparata con ingredienti di qualità.
Una pizza margherita tradizionale contiene carboidrati complessi (impasto), (mozzarella), vitamine e antiossidanti (pomodoro e basilico) e grassi buoni (olio d'oliva).
Tuttavia, alcune varianti commerciali possono essere ricche di grassi saturi e sodio.
La chiave è la moderazione e la qualità degli ingredienti.
Le lunghe lievitazioni rendono l'impasto più digeribile.
Q: Esiste la pizza senza glutine?
A: Sì, esistono ottime alternative per chi soffre di celiachia o è sensibile al glutine.
Gli impasti senza glutine sono realizzati con farine alternative come riso, mais, grano saraceno, quinoa o miscele specifiche.
Oggi molte pizzerie offrono opzioni senza glutine, e la tecnologia alimentare ha fatto grandi progressi nel migliorare la consistenza e il sapore di questi impasti.
Nel 2012, la pizza più grande del mondo sino al 2023 registrata nel Guinness dei primati era proprio una pizza senza glutine.
Domande Pratiche
Q: Come si conserva la pizza avanzata?
A: La pizza si conserva in frigorifero per 1-2 giorni, avvolta in pellicola alimentare o in un contenitore ermetico.
Per riscaldarla, il forno tradizionale o il forno a microonde con un bicchiere d'acqua accanto sono le opzioni migliori.
La padella coperta è un'ottima alternativa per ottenere una base nuovamente croccante.
Sconsigliato il microonde da solo, che rende l'impasto gommoso.
La pizza può anche essere congelata, preferibilmente già tagliata in porzioni.
Q: Qual è il modo corretto di mangiare la pizza?
A: A Napoli, la pizza tradizionale viene servita intera e non pre-tagliata.
Si può mangiare con coltello e forchetta, oppure piegarla a "libretto" o a "portafoglio" per mangiarla con le mani.
In altre regioni d'Italia e nel mondo, la pizza viene spesso servita già tagliata a spicchi.
Non esiste un modo "giusto" in assoluto: l'importante è godersi questo piatto iconico nel modo che si preferisce!
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